In giornate uggiose come queste, tutti dovrebbero avere per legge, un Totoro su cui fare affidamento.
Fatti i debiti scongiuri per il futuro, un rutilante e sonoro Vaffanculo a chi non avrebbe scommesso che saremmo arrivati ai 2 mesi, figuriamoci poi 2 anni.
Sulla sensualità di lui che ti trattiene prendendoti per un braccio, mentre fai il gesto di voltarti per andartene.
(Segue a volte il bacio, preceduto da un “Zitta, stupida”. )
Auguri Amore mio!
Come geloso, io soffro quattro volte:
perché sono geloso,
perché mi rimprovero di esserlo,
perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro,
perché mi lascio soggiogare da una banalità:
soffro di essere escluso, di essere aggressivo,
di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.
Barthe
Che data la meticolosità con cui mi strofino durante la doccia, nella scorsa vita devo essere stata il culo di una padella.
Rivalutare un cantante che hai sempre considerato un cane, solo perché fisicamente ti ricorda Lui.
NATALE
di Giuseppe Ungaretti
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
Napoli, il 26 dicembre 1916
(Ah, non è Natale? Bè, il succo è lo stesso. HO TANTA STANCHEZZA SULLE SPALLE, e le uniche rotture di balle che potrei sopportare adesso, sono le quattro capriole di fumo di un focolare, e forse neanche quelle se per caso mi rendessi conto che il focolare ha più autostima di me)
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Mi hai plasmato e mi hai resa inadatta a qualsiasi altro uomo.
E ne sono felice, nonostante non possa averti fisicamente vicino.
Buon Natale, amore.
Moratoria per la reintroduzione nella lingua italiana del termine “quattrino” che è simpatico, fa tendenza e finisce in -ino, dettaglio notevole in questi tempi di crisi.