L’amore è..
Rivalutare un cantante che hai sempre considerato un cane, solo perché fisicamente ti ricorda Lui.
E so anche, che se ti volessi lasciare, alla fine rimarrei impigliata nelle trine delle parole che solo tu sai bisbigliarmi accarezzandomi il collo.
La mia voglia di vederti è tale che potrei tagliarla a fette.
C’è chi si sveglia pigramente con la voglia di un cioccolatino,
c’è chi si sveglia stiracchiandosi con la voglia di amare.
Ieri mi hai visto piangere e mi hai consolato.
E io mi sono addormentata con in mente le tue parole color panna.
Stamattina mi sono svegliata un pò appesantita dal sonno profondo.
Mi sono guardata dentro e c’eri ancora tu. Le tue parole, i tuoi sguardi e i tuoi gesti che si sono addormentati con i mei sentimenti.
Una macchia d’inchiostro color panna, che si è allargata nella mia mente e nel mio cuore.
Adesso ho lo sguardo lucido, acquoso di te.
Essere amante, ma sentirsi fidanzata dentro..
..vuol dire:
non poterti chiamare, per dirti che mi sento triste, né che sono felice;
non poterti chiedere consigli nel momento in cui mi servono;
non poter esserci per te, nel momento in cui ne avresti bisogno;
non poter organizzare con te nessuna cena, pranzo o spuntino nel weekend;
non poter girare con te mano nella mano, mentre mangiamo un gelato;
non poter svegliarmi e scriverti un sms, per dirti che ho appena finito di sognarti;
non poter vedere un film con te, ma poter solo consigliarti di vederne uno che ho appena visto anche io, o vederne uno che hai appena visto tu;
non poterti regalare un libro con la dedica sopra;
non poterti regalare un bracciale con incise le nostre iniziali;
non poterti regalare niente, a menoché non sia talmente anonimo da poter essere qualcosa che ti puoi essere comprato da solo;
non sapere come sei, quando vai in giro elegante, perché io ti vedo sempre di nascosto quando dovresti essere a lavoro;
non sapere come ti comporti, come ridi, come scherzi quando sei con i tuoi amici, perchè io non li conosco, se non attraverso i tuoi racconti;
non poter dire al mondo che sono innamorata di te, dandoti un nome;
non poterti mai citofonare la mattina, con le brioches calde in mano;
non poterti distrarre mentre lavori al computer, perché non potrei mai salire a casa tua;
non poter sapere come canticchi mentre ti fai la barba;
non poterti dire “Ti Amo” tutte le volte che sento di volertelo dire.
Lo ammetto, ogni tanto mi pesa non poter fare tutte queste cose, soprattutto quando le vedo fare agli altri. Ma non è sempre così.
Ci sono delle volte, in cui mi chiami e riesci a farmi sentire fidanzata fuori e dentro.
A volte ci penso di più, a volte ci penso di meno.
Oggi ci penso di più.
Chiamami.
Adesso.
Quando ti accompagno alla porta, e mi ritrovo da sola nella camera d’albergo, sto per un paio di secondi con l’orecchio attaccato alla porta.
E quando sono sicura di non sentire più i tuoi passi, allora torno indietro verso il letto, e guardo l’orma che hai lasciato sulle lenzuola.
Mi ci sdraio sopra, cercando di ricalcare la tua posizione e guardo il soffitto.
E ogni volta penso che quella sia l’ora 0. Da quel momento prendiamo direzioni opposte. Mentre in quello stesso istante, tu sei già in macchina proiettato verso gli appuntamenti quotidiani che devi rispettare, io torno indietro a ripercorrere le ore precedenti, litigando con me stessa, sulla versione giusta circa la sequenza esatta di parole e baci che ci siamo scambiati un’ora prima.
E ogni volta, quando torno al presente, spero che sia l’esatto momento in cui anche tu lo fai, e che tutt’e due ci fermiamo a pensare all’odore dell’altro di cui siamo ancora intrisi.
Contratti in contumacia.
Cara Zucca Marina,
devi sapere che oggi sono di nuovo in buona salute.
Sto proprio bene, niente mal di testa, niente mal di pancia, c’è il sole, e sto studiando con profitto.
Ieri ero ancora un pochino abbattuta!!!
Hai letto bene..ANCORA!!!!!
Indi per cui… facendo un veloce calcolo, e appurando che abbiamo litigato nella notte tra il 4 e il 5 Marzo, anche togliendo qualcosina per difetto, vuol dire che per ristabilirmi dal litigio, nonostante si siano deposte le armi il 6, e in serata fossimo già puccettosi come al solito, io ci ho messo la bellezza di tre giorni pieni. O_o
No, no, così non si può andare avanti.
Non è possibile che per un litigio io mi riduca ogni volta a strausato Moccetto della Vileda.
Posto che non posso combattere contro la mia emotività, l’unica soluzione è che non si litighi più, almeno fino a quando non ho dato l’esame, e se magari ci prendiamo la mano e ci piace, potremmo continuare con questa regoletta anche oltre.
Che a me ‘sta regola che l’ amore non è bello se non è litigarello, mi andrebbe meglio se siamo d’estate, stravaccati sul dondolo e ci stiamo annoiando.
Allora è deciso.Ok?
Adesso fatti sentire con la forza della telepatia, e sbaciucchiami dappertutto.
Noce Moscata e Zucca Marina
Lei: Ciao amore, che fai?
Lui: Niente, credo dormirò un poco. Adesso, ti pennichellerei tutt’addosso.
Lei: Oooooh, che tenero!!
Lui: Si, ma non solo, meglio essere sinceri, non si sa mai.. :)
Lei: Giusto, patti chiari, pennichella lunga.
Lui: ^^
Lei: ^^
Come me la farei una passeggiatina in bici con te, adesso!!!
Così come nella foto, anche con la nebbia, e dopo saremmo costretti a prendere una cioccolata calda in un bar perchè io ho freddo, e tu no, però mi accontenteresti lo stesso col finto sguardo di chi ti asseconda perché sei capricciosa. Ma in fondo lo saprei che piace anche a te, e riderei.
E tu lo stesso, però con gli occhi.. che ti viene tanto bene.
Ai loviù Inglisc
Detto da me, che non amo l’inglese, e manco lo so bene, sembra quasi una contraddizione.
Ho sempre pensato che l’inglese manchi di sfumature, che non renda mai bene l’idea di quello che si vuole dire. Lo trovo approssimativo. O se non altro più povero della nostra lingua. Però c’è una frase, la cui traduzione libera suona tipo: “Hai rallegrato la mia giornata”. Ma che presa alla lettera, in quattro parole spiega tutta la mia posizione nei tuoi riguardi.
You made my day.
Tu hai fatto il mio giorno.
Ma quant’è vera sta cosa!!!
Come altro potrei spiegare che basta una tua parola per sollevarmi l’umore, o al contrario per distruggerlo? E’ la definizione più azzeccata che abbia mai visto, anche dal punto di vista grammaticale, tu il soggetto principale della mia vita, e “le mie giornate” che si modificano in base a te.
Forse è sbagliato tutto questo “subirti”, ma nei giorni felici, quelli in cui non litighiamo, quelli in cui riusciamo a sentirci, quelli in cui riusciamo persino a vederci, il my day è ‘biutiful’ come nessun altro, e io a questa cosa non riesco veramente a rinunciarci.
