Non ho caldo. Sudo per solidarietà con la carta dei ghiaccioli.
Di quanto fa figo fare i lettori della Domenica.
A sentire il Tiggì, la gente non legge più.
A guardar Fb, i social network, e i blog, la gente legge eccome!! A guardar poi più approfonditamente le cose, si scopre che su Fb impera la Kinsella, e che nelle vetrine in prima fila c’è Harry Potter, in seconda fila l’ultima “fatica” di Fabrizio Corona, e che le citazioni di Coelho possono essere benissimo utilizzate nei tempi morti di un primo appuntamento galante.
Allora, guardando distrattamente questo stimolante panorama mi è venuto in mente un brano de “La caverna” di Saramago, che recita così:
“Leggendo si viene a sapere quasi tutto, Anch’io leggo. Qualcosa, dunque, dovrei pur saperla, ora non ne sono più tanto sicura; allora dovrei leggere in altra maniera. Come? Non serve per tutti la stessa, ciascuno inventa la propria, quella che gli sia più consona; c’è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restando appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda, A meno che.. A meno che cosa? A meno che quei fiumi non abbiano solo due sponde, ma tante, che ogni persona che legge sia, essa stessa, la propria sponda, e che sia sua, e soltanto sua, la sponda a cui dovrà arrivare.”
E quindi, forse forse, a ben pensarci, la TV non ha poi così torto.
Perché se è vero che c’è chi ha il suo personalissimo modo di “assaggiare” le cose e di leggerle, di vederle e di rimirarle, e quindi una sua personalissima sponda, c’è anche chi non ha una sponda ma il bordo della vasca di casa sua. Carino per carità, pulito, di moda, magari ha anche delle rifiniture ben curate, però asettico.
Un po’ troppo direi, per potersi fregiare dell’etichetta di “lettori”.
Ogni volta che mi imbatto nel fanatismo, ho la reiterata conferma che sia semplicemente un fenomeno che unisce tutti coloro che come “singoli” non sono capaci di emergere se non oltre ciò che gli è consentito alzandosi sulle punte dei piedi.
Sulla Rayan Air il servizio è così alla buona che quando si sale sull’aereo, l’hostess grida: “L’ultimo chiuda il portelloneeeee!!!”.
Chiacchierare al telefono, stando a pancia in giù sul letto, in slip e T-shirt con i piedini incrociati e dondolanti, ha sempre il suo intrinseco quanto godurioso fascino. ù_ù
Dire che la coppia Totti-Blasi è la versione moderna della coppia Vianello-Mondaini, è come dire che le vacanze in un villaggio turistico sono la naturale evoluzione dei campeggi educativi dei boy scout.
A me la cosa che ogni volta che penso alla parola “partecipazione”, mi debba poi venire in mente sempre Santoro che canta, mi sta venendo un po’ a noia..
Lascio in giro dubbi e ferite aperte come fossero tappi di una Biro.
La normale, e quanto mai noiosa consequenzialità delle mie abitudini e dei miei orari, non significano “scontatezza” dell’umore e assenza di turbolenze.
Anche a Monopoli la Carta degli Imprevisti riveste un ruolo fondamentale.
Più sto assente, più aumentano i miei followers, roba che se muoio è la volta che divento una Blogger famosa.
I miei stanno insieme da decenni. Però a volte litigano.
E anche forte.
Poi risolvono sempre, e non si portano mai rancore.
Sta di fatto che chi dei due perde sempre, e pure a tavolino, è mio padre.
Credo che derivi dal fatto che è profondamente buono.
Tutte le mattine, fanno la colazione insieme, non importa chi dei due si alzi per primo; se mia mamma si sveglia più tardi, mio padre fa due volte colazione.
E tutte le mattine, alla fine del rito, mio padre chiede a mia mamma se per caso non vuole mangiare anche la sua pasta alla crema, ché tanto lui è sazio.
E allora penso, che se mio padre volesse per caso sbarazzarsi di mia mamma, questo sarebbe l’unico modo che potrebbe concepire. Attraverso il colesterolo.
Più di così non potrebbe mai fare.
Ho sentimenti cangianti come gocce di rugiada.
Se sommiamo due solitudini assieme, il risultato non è per forza compagnia.
“Tutti gli stati, tutti e’ dominii che hanno avuto et hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o repubbliche o principati. E’ principati sono, o ereditarli, de’ quali el sangue del loro signore ne sia suto lungo tempo principe, o e’ sono nuovi. E’ nuovi, o sono nuovi tutti, come fu Milano a Francesco Sforza, o sono come membri aggiunti allo stato ereditario del principe che li acquista, come è el regno di Napoli al re di Spagna. Sono questi dominii così acquistati, o consueti a vivere sotto uno principe, o usi a essere liberi; et acquistonsi o con le armi d’altri o con le proprie, o per fortuna o per virtù.”
(Il Principe, Niccolò Macchiavelli)
A parte l’ultima frase direi che ci siamo..